L’ex primo ministro italiano Massimo D’Alema ha rivelato di essere stato pugnalato durante un confronto con un attivista fascista, rivisitando decenni di battaglie politiche in un nuovo racconto della sua vita.
Parlando al Corriere della Sera prima del rilascio del suo libro comunistasti, D’Alema ha descritto la violenza che circondava parti della vita politica italiana durante la sua gioventù.
Un attacco di coltello che ha lasciato una cicatrice
D’Alema ha detto che il pugnale è accaduto durante un combattimento quando un altro uomo ha tirato fuori un coltello.
Ha alzato la mano per proteggersi e la lama ha tagliato una delle sue dita, lasciando una cicatrice che porta ancora oggi.
L'ex primo ministro ha detto che la vista del sangue sembrava spaventare il suo aggressore più di quanto lo spaventasse. Ha anche ricordato di essere battuto durante altri scontri politici, tra cui scontri legati ai movimenti turbolenti di protesta della fine degli anni '60.
I suoi ricordi offrono uno sguardo personale in un'epoca in cui le divisioni ideologiche in Italia si riversavano regolarmente dagli incontri politici alla violenza di strada.
La telefonata di Berlinguer non ha mai dimenticato
D’Alema ha ricordato anche un incontro insolito con Enrico Berlinguer, uno dei leader più influenti nella storia del Partito Comunista Italiano.
Secondo il suo racconto, Berlinguer lo chiamava presto al mattino, cercando informazioni su una manifestazione politica a Cosenza. D’Alema inizialmente non riuscì a capire chi parlava e rispondeva bruscamente prima di scoprire l’identità del chiamante.
In seguito descrisse Berlinguer come estremamente determinato, ma personalmente cortese, e disse di aver pianto quando il leader comunista morì nel 1984.
Dalla politica di strada al primo ministro
Le storie fanno parte del nuovo libro di D’Alema comunistasti, pubblicato da Feltrinelli.
Il libro traccia il suo viaggio attraverso il Partito Comunista Italiano, le proteste del 1968, la Guerra Fredda e la trasformazione della sinistra politica italiana.
D’Alema raggiunse il più alto livello di governo, servendo come primo ministro italiano dal 1998 al 2000.
Anche i suoi ricordi vanno ben oltre l'Italia. Descrive incontri con Fidel Castro e rivisita le decisioni politiche che circondano il conflitto del Kosovo, offrendo un resoconto personale di una carriera che si è spostata dalla politica giovanile militante alla diplomazia internazionale.
Decenni più tardi, è la cicatrice fisica di quelle prime battaglie politiche che è diventato uno dei dettagli più sorprendenti della sua storia.




