Delphine Horvilleur: “Netanyah ha sempre vinto voti usando le paure

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Il rabbino e scrittore francese Delphine Horvilleur torna al centro del dibattito pubblico nell'anniversario dell'attacco del 7 ottobre, criticando la polarizzazione sulla guerra e la politica di Benjamin Netanyah.

Delphine Horvilleur, una delle voci più popolari della Francia del giudaismo liberale, sta attirando l'attenzione su una serie di interviste e il suo nuovo libro, “Sermons sous les décombras±x1>, riflettendo su ciò che è cambiato dall'attacco di Hamas il 7 ottobre 2023.

In un'intervista per France Inter, Horvilleur ha detto che gli ultimi tre anni lo hanno costretto a rivedere non solo il modo in cui parla di Israele, ma anche il modo in cui vede la sofferenza palestinese. Ha detto che la guerra ha cambiato la lingua, il record pubblico e la capacità delle persone di ascoltarsi.

Horville, che continua a definirsi sinonista, è stato anche molto critico per il governo di Benjamin Netanyah.

In un'intervista precedente per El País, ha sostenuto che la paura e il trauma potrebbero ancora favorire Netanyah nelle elezioni, come potrebbe essere rappresentato come una politica di sicurezza. Secondo lei, Israele dovrebbe essere in grado di difendersi senza perdere principi etici.

Nella sua ultima intervista con France Inter, Horville ha parlato anche contro la logica che costringe le persone a scegliere solo un lato.

Ha detto che non vuole partecipare a manifestazioni dove solo una bandiera onde, perché la sofferenza umana non deve essere vista secondo l'appartenenza etnica o nazionale.

Il tema è anche centrale per il suo nuovo libro, che appare in Francia l'8 ottobre. In un'intervista per Libération, Horvilleur ha avvertito che le elezioni future in Israele possono essere cruciali non solo per il futuro politico del paese, ma anche per il suo rapporto con la diaspora ebraica.

Horvilleur è anche invitata stasera allo spettacolo culturale francese “La Grande Liberie”, dove presenterà il suo libro e le sue riflessioni sulla guerra, l'antisemitismo, Israele e la responsabilità politica.

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