Google Data Centers Usato Più di 50 miliardi di litri di acqua: il 72% Claim Sparks Questions

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Google dice che la maggior parte delle acque dolci ritirate per i suoi data center proviene da aree con basso rischio di acqua, ma una nuova analisi in Francia sta interrogando come il gigante della tecnologia calcola quella cifra.

L'enorme quantità di acqua necessaria per operare moderni data center è di nuovo in luce come Google affronta le domande su come misura lo stress idrico intorno alla sua infrastruttura globale.

Secondo un'analisi pubblicata dallo sbocco tecnologico francese Next INpact, Google ha ritirato più di 50 milioni di metri cubi di acqua per i suoi data center nel 2025. Questo vale più di 50 miliardi di litri.

La cifra riguarda i prelievi diretti e non include l'acqua associata alla generazione dell'elettricità consumata da tali strutture.

Google's 2026 Environmental Report dice che il 72% dei suoi prelievi d'acqua dolce proviene da fonti classificate come a basso rischio di deplezione o scarsità di acqua. Un altro 15% proviene da fonti a medio rischio e il 13% da fonti ad alto rischio.

Ma la classificazione stessa è diventata il centro di controllo.

Next INpact riporta che Google ha usato in precedenza i dati del World Resources Institute per valutare lo stress idrico, ma in seguito ha adottato il proprio Water Risk Framework per i data center.

Quando lo sbocco francese ha ricalcolato i dati divulgati di Google utilizzando il framework WRI ampiamente usato, ha trovato differenze nel modo in cui alcune posizioni potrebbero essere classificate.

Google sostiene che la propria metodologia fornisce una valutazione più dettagliata delle condizioni locali rispetto agli strumenti regionali più ampi. L'azienda dice che le fonti d'acqua possono a volte trovarsi in un diverso spartiacque dal centro dati fisico stesso, rendendo semplici confronti geografici potenzialmente fuorvianti.

Il dibattito arriva quando la rapida espansione del cloud computing e dell'intelligenza artificiale aumenta il controllo delle risorse necessarie per operare i data center.

I server generano enormi quantità di calore e devono essere continuamente raffreddati. Il raffreddamento a base di acqua può essere particolarmente efficiente. Google dice che in molte posizioni può ridurre l'uso di energia di raffreddamento di circa il 10% rispetto al raffreddamento dell'aria.

L'azienda sta anche investendo pesantemente in progetti di rifornimento idrico.

Google dice che ha riempito circa 7,7 miliardi di galloni d'acqua nel 2025, equivalente a circa il 78% del suo consumo totale di acqua dolce quell'anno. Il suo obiettivo a lungo termine è quello di ricostituire più acqua che consuma nei suoi siti entro il 2030.

Il problema si estende molto oltre Google.

Uno studio scientifico pubblicato a settembre ha scoperto che circa un quarto della capacità del data center globale si trova in aree che soffrono di stress idrico, evidenziando una crescente sfida in quanto la domanda di infrastrutture di calcolo continua ad accelerare.

Mentre l'AI, i servizi cloud e le piattaforme digitali si espandono, il dibattito si sta spostando sempre più dal modo in cui i centri dati potenti possono diventare alla quantità di elettricità e acqua che l'economia digitale può consumare in modo sostenibile.

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